Terraform: La nuova frontiera della gestione delle infrastrutture in Cloud

7 Luglio 2022

Oggigiorno l’impiego del cloud ai fini di una sua implementazione nei vari ambienti di lavoro e nelle strutture IT è sempre più diffuso a fronte soprattutto dei suoi innegabili vantaggi.

Le soluzioni in cloud, infatti, oltre a rispondere perfettamente a determinate esigenze aziendali, godono di un ampio raggio di personalizzazione e come tali possono essere sfruttate anche dai clienti per la variazione delle risorse disponibili.

Tale flessibilità, però, pur essendo garantita dall’utilizzo di apposite API, richiede comunque un certo impegno amministrativo e gestionale, ecco perché nella maggior parte dei casi le aziende per ottimizzare le proprie performance e assicurare degli elevati standard di sicurezza scelgono di optare per delle realtà in grado di ottemperare a tale compito.

Realtà come Terraform dell’azienda statunitense HashiCorp che ora andremo ad analizzare nel dettaglio cercando di capire cos’è, quali siano le sue funzionalità e soprattutto perché si tratti di uno strumento così rilevante in ambito aziendale.

Che cos’è Terraform?

Terraform è essenzialmente un software, più specificatamente uno strumento IaC (Infrastructure as Code), open source creato dalla società statunitense HashiCorp al fine di creare, modificare, personalizzare e gestire l’infrastruttura cloud.

Potendo contare su una sintassi molto semplice e intuitiva, Terraform si pone per ovvie ragioni come uno strumento preziosissimo per eseguire e adattare il processo di configurazione di un’infrastruttura, quello che nel gergo informatico è comunemente definito Provisioning, a fronte di eventuali variazioni e/o modifiche che possono verificarsi nella configurazione stessa.

Si comprende allora il motivo per cui Terraform sia attualmente uno degli strumenti di automazione dell’infrastruttura più apprezzati in ambito aziendale e anche perché il suo sistema di funzionamento lo renda perfetto in un ambiente che prevede il multicloud o il cloud ibrido.

In una situazione abbastanza comune in cui un’infrastruttura poggia su diversi provider e data center locali, si può intuire come l’aspetto gestionale sia tutt’altro che semplice dovendo interfacciarsi con diverse realtà.

Terraform, consentendo agli amministratori di modificare, gestire e riconfigurare l’intera infrastruttura da un’unica postazione, si pone quindi come una soluzione tramite cui ottimizzare le tempistiche e soprattutto garantire una gestione avanzata grazie alle sue caratteristiche multifunzionali.

Funzionalità di Terraform

Terraform, come detto, è uno strumento polifunzionale che come tale presenta una grande varietà di funzionalità e caratteristiche operative.

Tra le principali possiamo annoverare:

  • Utilizzo del comando Terraform Plan per appurare se il piano esecutivo di una determinata configurazione è davvero all’altezza del compito preventivato e quindi di un suo futuro impiego in uno specifico ambiente;
  • Installazione di moduli di terze parti al fine di estendere e potenziare le funzionalità predefinite;
  • Gestione avanzata dello stato dei registri;
  • Utilizzo del comando nativo Terraform Apply al fine di effettuare una configurazione simultanea di provider differenti;
  • Descrizione di un’infrastruttura IT complessa mediante codice e impiego di appositi file dichiarativi.

Terraform: Espandibilità tramite moduli

Tra gli aspetti funzionali maggiormente capaci di mostrare la potenza e la flessibilità operativa di Terraform vi sono senza alcun dubbio i cosiddetti moduli.

I moduli Terraform non sono altro che delle configurazioni native che all’occorrenza possono essere utilizzate più volte all’interno dell’infrastruttura per automatizzate risorse complesse grazie a dei costrutti facilmente configurabili.

E nonostante la definizione possa sembrare di per sé non così intuitiva da parte di coloro che non posseggono delle nozioni informatiche, in realtà l’intero sistema di funzionamento è estremamente semplice.

Scrivere un file Terraform significa creare un modulo il quale, laddove ce ne fosse il bisogno, può richiamare moduli secondari così da rendere l’intera configurazione o riconfigurazione dell’infrastruttura molto più intuitiva e semplice.

Grazie a un’interfaccia tradizionale per la creazione di risorse con tanto di input-output, i moduli Terraform si sposano perfettamente con una suddivisione in blocchi logici dell’infrastruttura consentendo così anche una maggiore leggibilità.

Oltre a ciò, occorre anche ricordare come i suddetti moduli, potendo contare su un’estrema capacità di condivisione che li rende idonei per qualsivoglia progetto Terraform, godono di quella multifunzionalità operativa che poi non è altro che la conseguenza più diretta di quella del software stesso.

I vantaggi di utilizzare Terraform

Migliora la distribuzione dell’infrastruttura in ambiente multicloud e cloud ibrido

Abbiamo precedentemente accennato a come Terraform riesca a essere uno strumento polifunzionale in un ambiente multicloud o cloud ibrido proprio in virtù della sua estrema versatilità e flessibilità operativa e non è difatti un caso se proprio tali caratteristiche sono quelle più apprezzate dagli sviluppatori.

Se in passato gestire un’infrastruttura condivisa su provider differenti e data center locali era pressoché un incubo anche da un punto di vista strettamente logistico, oggi grazie a Terraform ecco che gli sviluppatori possono usufruire di un unico potentissimo strumento tramite cui effettuare qualsivoglia modifica e/o riconfigurazione il tutto da un’unica postazione con tutto ciò che ne consegue in termini di risparmio sia di risorse sia di tempo.

Consente una gestione automatizzata dell’infrastruttura

Grazie all’impiego dei già citati moduli, Terraform può creare degli appositi file di configurazione tramite cui gestire e configurare le varie risorse disponibili ogni qual volta si voglia. In questo modo ogni eventuale errore ascrivibile all’intervento umano viene sensibilmente ridotto con relativo beneficio dell’usabilità stessa dell’intera infrastruttura.

Infrastructure as Code

Grazie al suo peculiare sistema di funzionamento, Terraform consente anche di memorizzare lo stato dell’infrastruttura e procedere quindi con una più rapida individuazione di tutte le varie modifiche e/o riconfigurazioni apportate nel tempo.

Tali variazioni di configurazione, inoltre, possono essere facilmente condivise in modo tale che gli sviluppatori siano più facilitati nel gestire l’infrastruttura stessa ed eventualmente correggere errori e/o file non pienamente funzionali.

Riduce i costi di sviluppo

Il fatto che Terraform si ponga sia dall’interfaccia iniziale come uno strumento polifunzionale dalle caratteristiche operative flessibili fa sì che il suo utilizzo possa piegarsi anche alla personalizzazione più estrema e conseguentemente ad ambienti operativi anche molto diversi tra loro.

Tale peculiarità consente quindi di ridurre i costi generali e soprattutto di poter visionare anticipatamente gli ambienti di sviluppo e distribuzione su cui si andrà a lavorare al fine di creare delle soluzioni ad hoc in grado di rispondere a esigenze aziendali molto settoriali.

Riduce le tempistiche di provision

Le consuete metodologie di implementazione richiedono generalmente delle tempistiche molto dilatate, addirittura di settimane in alcuni casi, senza poi contare la possibilità di insorgenza di eventuali errori.

Terraform, invece, gode di tempistiche molte più ridotte, basti pensare come la distribuzione può essere effettuata letteralmente in una manciata di minuti con tutti gli ovvi benefici del caso.

Oltre a ciò, il sistema di funzionamento di Terraform fa sì che sia le implementazioni sia le migrazioni possano essere portate a termine con un’usabilità sicuramente superiore rispetto alle tradizionali soluzioni sinora impiegate.

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